Storia di Cologna Veneta - Corte delle Giuggiole

La campagna a sud-est di Verona e a pochi km dall’area Berica, ospita una cittadina di circa 9000 abitanti che nel corso dei secoli ha avuto molte traversie belliche.




Antiche torri fortificate e muri in pietra di Cologna Veneta con campanile, area Corte delle Giuggiole



L’origine del paese sembra arrivi da molto lontano, come attestano il ritrovamento di reperti in una necropoli nei pressi di Santa Giustina nella frazione di Baldaria, a pochi km dal nostro agriturismo con alloggio, che ci dicono che probabilmente che l’area su cui sorge Cologna Veneta fosse abitata già alla fine del V millennio a.C. Gli Euganei prima (1000 a.C.) e i Veneti poi (dal 700 al 400 a.C.) hanno anticipato l’arrivo dei Romani (I secolo a.C.) con i quali entra a far parte dell’agro atestino di Este (PD), cittadina ai piedi dei Colli Euganei. Vi sono dei resti di centuriazione a est del centro abitato, nella zona in cui sorge il nostro agriturismo Corte delle Giuggiole dove, dopo la battaglia di Azio (31 a.C.) tra Marco Antonio e Ottaviano (guerra civile dopo la morte di Giulio Cesare), alcuni veterani della guerra civile si insediarono nel colognese.

Nel 600 d.C. Cologna Veneta diventò longobarda e fa parte del Ducato di Vicenza; nel 1239 caddè nelle mani di Ezzelino III da Romano, potente dittatore dell’alto vicentino a cui tentò di insorgere con Jacopo Bonfado nel 1256 ma con esito disastroso.

Nel 1406 l’allora doge di Venezia Michele Steno decretò l’aggregazione di Cologna Veneta al Sestiere Dorsoduro di Venezia che rimase fino alla caduta della Serenissima (1797).




Storico palazzo in mattoni rossi con torri merlate, Corte delle Giuggiole B&B a Cologna Veneta, Italia




In mezzo alla cittadina, fino al 1904 scorreva il fiume Gua ma dopo l’ennesima esondazione (1882), le autorità cittadine decisero di deviarne il corso e durante gli scavi furono rinvenute numerosi reperti preistorici che consentirono la creazione del Museo civico archeologico di Cologna Veneta.
Vicino all’agriturismo è possibile vedere quello che rimane della ferrovia Treviso – Ostiglia, inaugurata nel 1925 e la stazione di Cologna Veneta rimase in funzione sino al 1967 per il servizio passeggeri e fino al 1987 per quello merci.

Mandorlato di Cologna Veneta



Cologna Veneta è conosciuta in Italia e all’estero per il Mandorlato, un raffinato dolce natalizio.
Pollo shredded su piatto con motivi blu presso la Corte delle Giuggiole B&B, Cologna Veneta



Non è nota la data certa dell’invenzione di questo dolce. È credibile che il mandorlato fosse conosciuto ed apprezzato già al tempo della Serenissima Repubblica. Un primo riferimento al mandorlato è contenuto nel testo di Lodovico Dolce nel 1540.

Nel 1564 un nobile vicentino della famiglia Monza lasciava scritto l’acquisto del mandorlato nel suo “libro-giornale”. Altri scritti sul mandorlato di Cologna Veneta sono stati fatti da Alvise Zorzi, scrittore e nobile veneziano, da Pompeo G. Molmenti, da Samuele Romanin ed altri.

Caratteristica che distingue il mandorlato dagli altri tipi di torrone è l’estrema durezza e friabilità. Queste caratteristiche sono descritte già in una lettera, del 1778, che racconta di un episodio occorso ad un ex Gesuita.[6]. Giulio Cardo, noto storico colognese, così annotava: «sec. XIX – Finco dr. Antonio di Giovanni Battista, fu uomo molto versato nella scienza, specialmente nella chimica e nella botanica inventò una ricetta…” con cui si confeziona ancor oggi La produzione moderna del mandorlato ha avuto inizio nel 1852 con Italo Marani.

Oggi sono diverse le ditte che lo producono, sia industrialmente che artigianalmente.

Quattro sono gli ingredienti tipici per la sua fabbricazione: mandorle, miele, zucchero e albume d’uovo. Il dosaggio e la precisa osservanza degli intervalli stabiliti per immettere i vari ingredienti, sono indispensabili senza dimenticare, infine, la temperatura che deve essere costante per tutte le otto ore circa occorrenti per una perfetta cottura.